Musei Vaticani: la Galleria delle carte geografiche

Scopri le mappe d'Italia in 120 metri

La galleria delle carte geografiche

La Galleria delle Carte Geografiche è un luogo straordinario nel cuore dei Musei Vaticani in grado di raccontare l’Italia in 120 metri. 

Qui grandi e bambini possono perdersi e fantasticare su viaggi contemporanei, oppure tornare indietro nel tempo e catapultarsi nella Storia. Provo a spiegarvi perché.

L’avventura delle Mappe Geografiche

Una delle cose che mi è sempre piaciuto fare è sognare ad occhi aperti davanti ad una mappa geografica. Fin da bambina, la visione di luoghi, spazi, città riportati su un foglio mi ha sempre incuriosito. 

Essere la più piccola della famiglia in una casa piena dei libri di tutti i componenti della famiglia venuti prima di te può essere un grande vantaggio, e può diventare un vero regalo se sei un po’ nerd e un po’ affamato di sapere e soprattutto se ti piace immaginare viaggi, avventure, escursioni alla scoperta di luoghi magici

La cosa che più mi piaceva era sfogliare i libri di scuola di tutti i vari vecchi di casa (nonni, genitori, zii cugini etc, etc, etc.… insomma erano tanti) alla scoperta delle “cartine” più interessanti ai miei occhi di bambina.

Ah che meraviglia!

Montagne, fiumi, paesi, strade che percorrevo con il dito e che facevano da scenario alle storie che inventavo, mentre da Parigi raggiungevo Vienna e l’occhio mi cadeva sul Danubio.

L’Italia in una stanza

La passione per la cartografia non mi è mai passata, e qualche volta mi ha anche un po’ salvato, ed è forse per questo che non smetto di emozionarmi ogni volta che varco la porta della Galleria delle Carte Geografiche, uno dei luoghi più affascinanti dei Musei Vaticani.

In 120 metri puoi attraversare tutta l’Italia da Nord a Sud, di città in città, dall’Adriatico al Tirreno, con un colpo d’occhio.

A passi veloci ti senti un po’ Costante Girardengo e tutto d’un fiato dalla Sicilia raggiungi il Piemonte e la Liguria, oppure, se guardi dall’altro lato, dal Friuli raggiungi la Puglia, come se facessi una volata lungo gli Appennini.

Se invece te la godi a passo lento, è come intraprendere un lungo cammino zaino in spalla.

Di strada in strada, di borgo in borgo, puoi andare alla scoperta di ogni regione, osservare le linee, i dettagli e le peculiarità di ogni tratto del territorio italiano.

La galleria delle carte geografiche: la storia

Queste 40 mappe, come una macchina del tempo, sono in grado di farci fare un tuffo nel passato. Non solo nell’Italia della fine del XVI secolo, momento in cui la Galleria venne concepita e quindi nella società e nella cultura di quel tempo, ma anche in quella che era la percezione dello spazio, del tempo, della storia che si aveva allora.  

Questo luogo dal fascino indiscutibile viene realizzato per volere di Gregorio XIII, una vera e propria icona del potere della Chiesa alla fine del XVI secolo.

Ugo Boncompagni è stato infatti un intellettuale lungimirante e duro, che ha legato la sua carriera ai momenti salienti della controriforma, divenendone a tutti gli effetti uno dei protagonisti assoluti;

non solo durante i suoi 14 anni di pontificato, ma già precedentemente, in qualità di cardinale, aveva svolto un ruolo da protagonista nel Concilio di Trento.

La linea che egli scelse, sembra essere perfettamente incarnata anche dal suo stemma, il drago alato rampante su fondo rosso, e che sembra azzeccatissimo se pensiamo alla sua volontà di riaffermare il primato della Chiesa con ogni mezzo, mettendo in campo tra l’altro le sue doti di abile diplomatico, ma anche di fine intellettuale profondamente immerso nelle scienze, alle quali riserba grande attenzione.  

Gregorio XIII è del resto il Papa che, dopo un lungo lavoro durato 4 anni, fatto fianco a fianco con astronomi e scienziati, è stato in grado di “rubare il tempo”, realizzando la riforma gregoriana del Calendario.

Se questo è uno dei lasciti più rilevanti che questo Pontefice fa al mondo, l’intrecciarsi delle sue competenze e interessi, delle sue doti alla sua linea politica sono tutte concentrate qui, nel cuore dei Musei Vaticani, tra le mappe di questa Galleria.

Inaugurata nel 1581, la Galleria delle cappe Geografiche è il frutto di un lavoro e di competenze senza eguali, un manufatto artistico in grado di restituire un quadro completo delle arti, della cultura, delle bellezze italiane, ma  anche delle conoscenze scientifiche, matematiche, geometriche di quel tempo. 

A realizzare questa opera viene chiamato Egnazio Danti, matematico, geografo e cosmografo, allora docente all’Alma Mater di Bologna, che era stato insieme a Ortelius, collega del Boncompagni quando questi insegnava diritto romano nella medesima Università.

Sotto la sua attenta guida, artisti del calibro di Cesare Nebbia, Gerolamo Muziano, i fratelli fiamminghi Matthijs e Paul Bril, G. Antonio Vanosino, Antonio Tempesta, portano a compimento questo spazio visivamente accattivante e allo stesso tempo impressionante dal punto di vista scientifico.

Oggi la Galleria viene percorsa al contrario nell’ambito del circuito museale, ma una volta arrivati in fondo, se si riflette sui suoi elementi e si ragiona sul giusto verso in cui erano stati concepiti, si riesce quasi a toccare con mano il valore politico che il suo committente ha voluto dare a questa mirabile rappresentazione dell’Italia tutta in una stanza: dalle città portuali, porte d’Italia, alla raffigurazione dei fatti storici (allora) recenti e vivi nella memoria come il fallito assedio di Malta da parte dei Turchi (1565) e la battaglia di Lepanto (1571).   

Ecco allora che finalmente la visione è completa, chiara, cristallina, l’Italia totius orbis regio nobilissima si dispiega davanti ai nostri occhi e ci rendiamo conto di una cosa:

grazie alla prospettiva per così dire romanocentrica – visto che tutte le regioni vengono dipinte considerando quale punto di osservazione Roma– quasi come da un satellite, con un giro a 360°, riusciamo ad abbracciare l’Italia tutta, le singole regioni scompaiono quasi, per lasciare spazio alla comprensione di quelli che erano gli intenti del committente, ovvero restituire, l’idea, ante litteram se vogliamo, da vero precursore dei tempi, di una Italia moderna, unica e unitaria sotto il segno della Chiesa. Un vero e proprio manifesto politico, storico, culturale, in cui un ruolo importante è svolto anche dal soffitto che, oltre al pregio artistico, racchiude in sé una  risposta icastica alle indignazioni protestanti contro il modo di gestire e amministrare della Chiesa Romana e del Pontefice.

Città e vignettes storiche

 

E se questo ancora non bastasse a rendere straordinaria la Galleria delle Mappe Geografiche, una vera e proprio full immersion tra le bellezze italiane, si può intraprendere ancora un altro viaggio, anzi due, grazie  alle vedute di città e le vignettes dedicate ai principali fatti storici del territorio italiano.

Ancora una volta è il dettaglio a colpire l’osservatore, che riesce, tra skyline e planimetrie di dettaglio quasi catastale, a contare le case, ad entrare in ognuna di esse ad osservare porte e finestre. Un tuffo nell’urbanistica di fine XVI secolo senza uguali.

Possiamo così osservare le fortezze alla moderna che in quel momento caratterizzano numerose città, l’attenzione ai monumenti antichi che ancora alla fine del XVI secolo caratterizza la raffigurazione di Roma, l’impianto quadrato di Torino, la rinascimentale Firenze, riconoscere la crescita e le trasformazioni di Mediolanum, oppure immergerci nei vicoli di Venezia, come in una vera e propria esperienza immersiva tridimensionale.

Ogni volta che mi fermo a pensare a quello che accade in queste città nella seconda metà del XVI secolo, alle famiglie che detengono il potere, agli intrighi, alle alleanze…altro che Games of Thrones!

E se questo confronto ha stuzzicato la vostra curiosità l’emozione sarà amplificata davanti alle vignettes che in maniera mirabile sono in grado di portarci all’incontro tra Leone Magno e Attila o con Cesare al Rubicone. Episodi storici fondamentali che in alcuni casi sono riprodotti prendendo diretta ispirazione dalle fonti storiche, come accade per la riproduzione della battaglia di Canne e il racconto di Livio.

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